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Accessori

Di pizzo, stecca o merletto l'estate al femminile riscopre il ventaglio

Prezioso, ricamato, dipinto, di carta o di seta, di piume o di madreperla. Dopo anni di oblio questo grazioso ed utile accessorio č stato riscoperto nella torrida estate 2013 da quante lo hanno sempre ritenuto un "articolo per signore di una certa etą"
Aura De Luca - 14/08/2013
Un piccolo accessorio dal fascino retrò che non dovrebbe mai mancare nella borsetta di una donna. Eppure, nonostante la sua praticità, il ventaglio è stato vittima suo malgrado di un oblio forzato poiché ritenuto da più parti un "articolo per signore di una certa età". Ma in questa torrida estate piena di afa qualcosa è cambiato e questo delicato e grazioso oggetto è tornato a fare capolino dal fondo di qualche cassetto, in molti negozi e su moltissime bancarelle. Di tessuto o di legno, ad intelaiatura fissa, a palmetta o coccarda, brisé o a stecca rigida, poco importa, il ventaglio ha finalmente ripreso a sventolare nelle mani di moltissime donne italiane, soprattutto giovani, attanagliate dal dei giorni scorsi grazie anche alla massiccia importazione dalla Cina e dalla Spagna, Paesi leader mondiali nella produzione di questi oggetti.

"L'idea del ventaglio è antica quanto l'uomo - spiega Aldo Dente, studioso e collezionista di ventagli - che ha cominciato a usare come ventaglio la sua stessa mano, ma ad inventare il ventaglio pieghevole, così come noi lo conosciamo e tuttora usiamo, sono stati i cinesi e i giapponesi che si sono ispirati alle ali del pipistrello". "Da lì - aggiunge - l'invenzione è arrivata in Europa alla metà del '500, e ogni corte ha sviluppato produzioni con proprie caratteristiche". Anche se, a ben guardare, anche il ventaglio non fa parte della tradizione socio-culturale dell'Italia. "L'unico momento in cui sono stati prodotti anche nel nostro Paese materiali discreti - prosegue Aldo Dente - è stato nel '700 a Napoli e a Roma, quando sul ventaglio venivano dipinte vedute dell'eruzione del Vesuvio o delle rovine di Roma". 



"Quello europeo era un vero e proprio prototipo della cartolina illustrata - osserva ancora Dente -. Anto che per realizzare questi ventagli bisognava, diremmo oggi, 'essere iscritti all'Ordine'". In Francia, infatti, uno dei luoghi più importanti per la manifattura di questi piccoli oggetti, fu la reggia del Re Sole, Luigi XIV, fu lui a istituire la Corporazione professionale dei fabbricanti di ventaglio, a cui si accedeva per diritto ereditario e dopo almeno 4 anni di praticantato presso un maestro artigiano. "La Regina Anna in Inghilterra riconobbe la 'Company of fanmaker' che esiste tuttora". Con il tempo, poi, a rendere industriale la produzione dei ventagli furono alcuni ingegneri austriaci che nel 1859 inventarono i macchinari per la fabbricazione su larga scala. Un'invenzione che però fu sfruttata appieno dalla Spagna, che proprio da allora è divenuta uno dei Paesi con la più alta produzione di ventagli al mondo. Ma questi accessori, che nei secoli passati hanno anche avuto una funzione di trasmettere messaggi di guerra o d'amore, suscitano con il loro valore storico, artistico e anche economico, lattenzione di molti collezionisti, anche nel nostro Paese. "In Italia - fa notare Dente - ci sono molti appassionati che seguono le aste dedicate solo ai ventagli che si tengono continuamente a Parigi (celebre quella di Drouot Richelieu) e a Londra".




IL LINGUAGGIO SEGRETO DEL VENTAGLIO. Come detto poc'anzi, oltre che accessorio alla moda, per di più con un pratico utilizzo, tra le funzioni del ventaglio c'era quella di trasmettere messaggi, soprattutto d'amore all'ombra dei saloni di Palazzo. Ecco allora che:

• Sostenere il ventaglio con la mano destra di fronte al viso voleva dire "seguimi", sostenerlo con la mano sinistra di fronte al viso "vorrei conoscerti".

• Coprirsi per un po' l'orecchio sinistro "vorrei che tu mi lasciassi in pace".

• Lasciarlo scivolare sulle guance "ti voglio bene!"

• Mostrarlo chiuso e fermo "mi vuoi bene?"

• Lasciarlo scivolare sugli occhi vattene "per favore"

• Far scivolare un dito dell'altra mano sui bordi "vorrei parlarti".

• Appoggiarlo sulla guancia destra "si", appoggiarlo sulla guancia sinistra "no".

• Aprirlo e chiuderlo lentamente e ripetutamente "sei crudele!"

• Sventagliarsi lentamente "sono sposata", sventagliarsi rapidamente "sono fidanzata".

• Appoggiarsi il ventaglio sulle labbra "baciami!"

• Aprirlo molto lentamente con la destra "aspettami", aprirlo molto lentamente con la mano sinistra "vieni e parliamo".

• Colpirsi la mano sinistra con il ventaglio chiuso "scrivimi".

• Aperto del tutto ma coprendo la bocca "sono disponibile".
 

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