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INTERVISTA - Rossano De Cesaris: "Il truccatore l'architetto del volto"

Rossano De Cesaris, uno dei pi importanti make-up artist italiani, si racconta a NanniMagazine.it. "La bellezza data dall'armonia e dal giusto equilibrio tra eleganza e raffinatezza - dice -. Aspetti che prescindono dai dettami delle mode passeggere"
Francesca Nanni - 19/04/2016
Quando arrivo in aula la lezione è appena terminata. "Ciao Francesca, benvenuta!": Rossano De Cesaris, uno dei più importanti make-up artist italiani è il personaggio che non ti aspetti. Raffinato e delicato nell'aspetto, elegante e garbato nei modi, mi accoglie come si farebbe con un caro vecchio amico, dimostrando una semplicità disarmante nonostante la sua fama. Attraverso la sua creatività, infatti, sono passati i grandi del mondo del cinema, della moda, dello spettacolo: Monica Bellucci, Virna Lisi, l'étoile Roberto Bolle e Matt Damon, Claudia Gerini, Margherita Buy, Laura Morante Asia Argento solo per citarne alcuni.

Sempre umile e fedele a se stesso, paradossalmente lontano dai riflettori e dal chiacchiericcio che avvolge il mondo patinato di cui fa parte, Rossano De Cesaris è riuscito a fare della sua passione un lavoro. Ha iniziato da zero, vent’anni fa, lavorando accanto a professionisti già affermati e apprendendo da loro quanto più poteva. Perfezionista attento ai particolari, si divide oggi tra personaggi, moda, campagne pubblicitarie e insegnamento. Il suo motto? 'Condivisione del suo sapere' con centinaia di studenti che ogni anno affollano le sue lezioni: "È bellissimo e appagante - mi spiega - trasferire ai ragazzi le mie esperienze, ciò che ho scoperto e ho imparato negli anni!"

E, proprio per condividere al meglio il suo sapere, qualche giorno fa De Cesaris ha pubblicato le seconda edizione del suo 'Manuale di make-Up Professionale', una sorta di guida per quanti si avvicinano al mondo del make-up, siano essi studenti o neofiti. "Con questo libro non voglio dettare 'il' punto di vista - tiene a precisare il make-up artist -, il mio è solo 'un' punto di vista, valido come tanti altri, volto soprattutto all'educare al ragionamento, che nel nostro lavoro è molto importante. Quando si ha davanti una persona infatti, come un buon architetto si studia con attenzione la struttura del viso per cercare di tirare fuori il meglio della sua bellezza". In modo molto naturale l’intervista è già iniziata e, a questo punto, ne approfitto per iniziare a fargli qualche domanda:

Rossano, mi racconti un po' questa seconda edizione del 'Manuale di Make-Up Professionale' ed in cosa si differenzia dalla prima del 2013?
"Rispetto alla prima edizione, che era composta da blocchi di contenuti oltre che da un nutrito numero di note, in questa versione ho cercato di snellire il più possibile il testo, impaginandolo in una veste grafica più 'sobria', ho diviso gli argomenti in modo più schematico senza, per questo, sminuire l'importanza dei contenuti trattati, e di ridurre il numero di note tenendo solo quelle più importanti. Ciò che risulta è un manuale sicuramente più fruibile e meno faticoso da leggere".

Un'edizione che si arricchisce anche di nuove illustrazioni vedo:
"Assolutamente sì, le illustrazioni che accompagnano il testo sono passate da 56 a 67, tutte create da Sarah Pinna, che da anni ormai è la mia grafica di riferimento. Così come l’aumento delle immagini passate da 173 a 202. Per alcuni argomenti trovo fondamentale far capire i passaggi di realizzazione attraverso una o più illustrazioni e il risultato finale con un'immagine fotografica".

In cosa si differenzia questo libro dal punto di vista degli argomenti?
"Per quel che riguarda il make-up, ad esempio,  in questo volume ho dato spazio anche al trucco arabo (di grande attualità), al trucco da red carpet, al fenomeno del 'contouring' e dello 'strobing', il cui interesse è sempre più crescente. Una parte di contenuto è poi dedicata all'analisi dettagliata delle moderne tipologie di fondotinta, dalle CC Cream alle EE Cream o a puntualizzare argomenti che nella prima edizione erano più generici, come, ad esempio, l'applicazione delle ciglia finte in base alla personalizzazione del tipo di effetto da ottenere rispetto alla fisionomia del soggetto. Stessa cosa per l’eyeliner, la cui applicazione deve essere diversa a seconda della tipologia di occhio che si ha davanti".

Intuisco che il tuo obiettivo è far capire l'importanza di un'applicazione personalizzata del make-up, ponendo al centro la donna e il suo modo d'essere:
"Esatto! La personalizzazione dell’intervento è importante per cercare di estrapolare il meglio dalla bellezza di ciascun volto, in base alle caratteristiche dell'individuo che il make-up artist si troverà dinanzi. Tornando all'eye-liner, ad esempio, se ho davanti due occhi ravvicinati la riga partirà dalla metà dell'occhio verso fuori per allungarli. Se invece gli occhi sono distanti, non applicherei delle ciglia finte laterali più lunghe di quelle naturali, perché in tal modo verrebbero distanziati ulteriormente. Ecco, in questo libro cerco proprio di educare i lettori soprattutto alla centralità della persona".

Nel Manuale c'è un richiamo alla Legge n. 713 del 1986: che cos'è e perché è utile conoscerla?
"La legge 713 è la legge che in Italia regolamenta la produzione, il confezionamento e la distribuzione dei cosmetici. La legge distingue tre categorie di cosmetici: 'Igienici', per la cura della persona, per detergersi e profumarsi, 'Eutrofici', mantenimento ottimale della pelle, dunque creme idratanti burro di cacao, etc, 'Estetici', tutti quelli utilizzati dal make-up artist per la sua professione, vale a dire tutti i prodotti che si applicano per modificare temporaneamente l'aspetto esteriore della pelle. È utile approfondirla per cercare di capire meglio il mondo della cosmesi e come vengono regolamentati i prodotti che utilizziamo ogni giorno".

La professione del truccatore, invece, come viene regolamentata?
"Purtroppo questa è una nota dolente del nostro settore perché in Italia la figura del truccatore non è ancora ufficialmente riconosciuta tanto che, a livello professionale viene assorbita da quella dell'estetista, mentre dal punto di vista fiscale viene inquadrata nella categoria 'servizi non altrove classificabili'. Un aspetto a dir poco paradossale se si pensa, invece, che 'maghi' e cartomanti un codice di attribuzione specifico ce l'hanno! Sono anni che l'Associazione Nazionale Truccatori si batte per ottenere un albo professionale specifico, per una professione nata circa un secolo fa con l'avvento del cinema muto. Ma ad oggi, ancora nulla".

Parliamo un po' di psicologia della bellezza: nel libro c'è un ampio paragrafo dedicato proprio questo aspetto:
"Esatto! Si tratta di un intervento dal titolo 'Psicologia della Bellezza - Etica Comportamentale' a cura della psicologa ed ex truccatrice Jole Anna Panzera, che affronta la tematica dell'interazione del truccatore con la sua cliente, aspetto importantissimo e fondamentale nella nostra professione. Questo lavoro presuppone una grande empatia nei confronti della persona che si ha davanti che, a sua volta, nutre delle aspettative verso il professionista. In questo paragrafo vengono analizzati proprio tutti i meccanismi che regolano le interazioni comportamentali fra le due figure".

MATERIALI
- Legge n. 713 del 1986, "Norme per l'attuazione delle direttive della Comunità Economica Europea sulla produzione e la vendita dei cosmetici" (pdf)
- La seconda edizione del 'Manuale di Mak-Up Professionale'

LINK
Associazione Nazionale Truccatori (ANTEP)

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