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Cronaca Moda

Tra seduzioni vecchie e nuove, il reggiseno festeggia 100 anni

Nel 1912 apparve il primo 'reggipetto' della storia, anche se Vogue, nel 1907, aveva giĆ  pubblicato un degno prototipo del famoso strumento a coppe. Negli anni '50 il boom: 'Very Secret' regala a tutte le donne una fisionomia da pin-up.
Vera Sermoneta - 06/02/2012

È uno degli strumenti seduttivi più amati dalle donne e dagli uomini: irresistibile oggetto del desiderio, accessorio perfetto per attirare l'attenzione, utile capo di abbigliamento... Sono tante le definizioni che possono calzare a pennello al reggiseno,  che ha sicuramente segnato una tappa fondamentale nell'universo della lingerie per signora. E quest'anno le sexy-coppe festeggiano i 100 anni di vita.

Il 'reggipetto', come lo si chiamava un tempo, non ha subito modificazioni rilevanti nel suo secolo di vita, restando più o meno simile nella forma. La brassière, come la conosciamo oggi, nasce Oltreoceano nel 1912, anche se un primo esemplare era apparso già sulla rivista Vogue del 1907. Quella del 1912, però, fu una vera rivoluzione che segnò la fine del bustino spalancando le porte al nuovo strumento di seduzione. 

Secondo antiche cronache, infatti, fu la giovane ereditiera americana, Mary Phelps Jacob, a inventare il reggipetto moderno: "Non posso dire che il reggiseno cambierà il mondo come il battello a vapore del mio antenato, ma quasi…". La battuta della Phelps Jacob si spiega tenendo conto che suo zio, Robert Fulton, è considerato il padre del battello a vapore. Certo, quella della ricca ereditiera non fu un'invenzione da Nobel, ma ha sicuramente rivoluzionato il concetto di intimo femminile.

Il reggiseno di Mary Phelps Jacob non era un granché dal punto di vista estetico: si trattava di una tracolla in grado di separare il seno per mezzo di due fazzoletti e di fasce per neonato. Niente a che vedere con i push up ai quali siamo abituati oggi, e lontano anni luce  dai reggiseni 'intelligenti' di recente invenzione. Eppure, quello scomodo accessorio segnò una svolta nell'abbigliamento femminile, anche se l'idea della giovane americana impiegò un po' di tempo a prender piede.
 
Sarebbe comunque sbagliato pensare che prima della Belle Epoque non siano esistiti stratagemmi per contenere il seno, anzi, si può dire ogni epoca ha avuto la propria brassière': "Le antiche romane usavano il mammillare - si legge in un Blog tutto dedicato alle invenzioni femminili -, ossia una fascia di cuoio che appiattiva il seno in caso di misure troppo ingombranti, oppure lo strophium, che sosteneva i seni di dimensioni normali. Nel caso di seno troppo scarso si usava invece il corsetto o cestus, che metteva in evidenza i decolletè più minuti". Le atlete greche, ricorda ancora il sito, "portavano invece l'apodesmo, una specie di guaina da indossare durante le prove sportive. Durante tutto il Medioevo si diffonde l'uso del pelicon, un corpetto foderato di pelliccia, usato più come vezzo civettuolo piuttosto che come sostegno".

In epoca rinascimentale è di gran moda il corsetto, che stringe il busto femminile in una morsa non proprio salutare. Questa sorta di 'armatura', nel tempo, ha provocato alle donne notevoli disagi alla struttura ossea a causa delle dure stecche di balena. "Da allora - sottolinea il Blog - l'industria della corsetteria si è sbizzarrita nel confezionare i modelli più disparati". Dopo la prima Guerra mondiale le lotte di emancipazione femminile rivoluzionano anche l'abbigliamento: i ruggenti anni '20 vedono le donne portare i capelli corti, fumare sigarette e indossare pantaloni. Il reggiseno, lungi dall'essere uno strumento 'gonfiante', appiattisce il naturale volume del seno: è la moda alla garçonne, resa celebre dalla divina Greta Garbo.
 
A cavallo tra le due guerre la società scopre il tessuto elastico, ed è un altro bel passo avanti nel mondo della
lingerie. La batista o la mussolina in latex, ma soprattutto il nylon e il rayon, sono le prime fibre sintetiche della storia, che al tatto si rivelano simili alla preziosa seta, ma decisamente alla portata di tutte le tasche. La fine del secondo conflitto mondiale vede trionfare le pin-up, ragazzone sorridenti e maggiorate made in Usa. Proprio in questi anni 'floridi' nasce il reggiseno 'Very Secret', costituito di due cuscini d'aria che rendono interessante qualsiasi tipo di scollatura. 

Ancora negli anni '50 è il tessuto Lycra a segnare la vera svolta nell'industria dell'intimo: impalpabile, morbido, in grado di scivolare sulla pelle. Cosa c'è di meglio della Lycra per confezionare nuovi reggiseni? Negli anni Sessanta e Settanta la contestazione giovanile cambia letteralmente le carte in tavola: la donna non accetta di essere uno strumento di puro piacere e le modelle sono sempre più 'pelle e ossa', basta pensare alla britannica Twiggy. Nel '68 le femministe bruciano una moltitudine di reggiseni in nome dell'emancipazione femminile.
 
Sempre gli anni '70, però, vedono una ripresa dell'oggetto reggiseno, tanto che in Francia viene lanciato sul mercato il primo modello senza cuciture, saldato ed impunturato in tutte le sue parti con gli ultrasuoni. È il primo passo verso un'evoluzione che non conoscerà più soste. Tutti gli anni '80 sono letteralmente invasi dai reggiseni declinati in mille modi e maniere, colori e stampe, ma sempre con un occhio attento al comfort.
 
Siamo così giunti agli anni Novanta: periodo ricordato per la grande invenzione che ha permesso alle donne di tutto il mondo di sfoggiare scollature invidiabili, anche in mancanza di curve prosperose: il Wonderbra infatti, letteralmente il 'reggiseno delle meraviglie', grazie al sistema push-up regala alle donne quasi una taglia in più. Nel 2007, infine, giunge dall'Australia il reggiseno 'intelligente', con alcuni sensori che assecondano il movimento sussultorio del seno nei movimenti. È un modo per dimenticare quel 'su e giù' delle coppe durante la corsa che sicuramente piace tanto agli uomini, ma che impedisce alle donne di fare jogging come si deve.

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