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Addio a Fausto Sarli: "Eccellenza del Made in Italy"

Definito lo 'scultore dell'alta moda', lo stilista napoletano è stato uno dei maestri indiscussi dell'haute couture italiana, ma anche uno dei creatori di moda più schivi e riservati.
Redazione - 10/12/2010
Fonte: Immagine dal web

Il maestro Fausto Sarli era di poche parole e buoni fatti. Alle luci della ribalta di una passerella preferiva di gran lunga il tranquillo backstage, dove i suoi abiti prendevano forma sul corpo delle modelle. Lo stilista se n'è andato, le sue creazioni restano per sempre, eleganti e discrete.



Sarli, come tutti i Gran Signori della sartoria, amava profondamente il suo lavoro, che per lui si concludeva ad abito confezionato. L'aspetto mondano, le feste, gli incontri, non facevano gola a quest'uomo d'altri tempi, che si sentiva a proprio agio solo nell'atelier romano di via Gregoriana.



Ricoverato ieri mattina a causa di complicazioni polmonari, Sarli è scomparso 83enne. Nonostante l'età e una brutta influenza che lo aveva colpito negli ultimi tempi, stava continuando a lavorare alacremente all'ultima collezione che il pubblico potrà  ammirare il prossimo gennaio, senza di lui.


Ha lasciato questo mondo senza troppo clamore, come era nella sua natura schiva e riservata. Non certo per usare un'espressione retorica, vien da dire che da oggi l'alta moda è più povera, perché ha perso un esempio di professionalità 'vecchio stile' difficile da eguagliare. ‘Il Maetro dei tagli’, così era soprannominato Sarli, che da un lembo di stoffa sapeva tirar fuori meraviglie.



A coronamento di una grande carriera, nel maggio del 2009 il sindaco di Roma ha consegnato al maestro napoletano la Lupa capitolina e oggi, per l'intera mattinata, il primo cittadino ha aperto le porte della Protomoteca in Campidoglio per la camera ardente. L'ultimo saluto che la Capitale e tutto il mondo della moda tributerà allo stilista è per questo pomeriggio alle ore 15, nella chiesa di Santa Maria del Popolo.


"Un'eccellenza del nostro Made in Italy", così il sindaco Alemanno si è espresso ricordando Sarli. In effetti, non esisteva sfilata in passerella che non si concludesse con un'ovazione da parte di un pubblico rapito ed ammirato; e non a caso, per il piacere di indossare i suoi abiti le top model giungevano a Roma da ogni parte del mondo: Eva Herzigova, Carla Bruni, Valeria Mazza, Eva Riccobono, Maria Carla Boscoso e Bianca Balti, sempre pronte ad abbandonare défilé più blasonati pur di entrare in uno degli abiti tagliati ad arte dal maestro napoletano.


Proprio a Napoli, la sua città, Sarli ha iniziato a muovere i primi passi nel campo della moda, al fianco del grande Emilio Schubert e Antonio De Luca. Il suo talento lo ha portato ben presto a mietere un successo dopo l'altro facendosi notare. A fine anni Cinquanta ha aperto il suo secondo atelier, questa volta a Roma, in via Veneto. Gli abiti creati per Mina, le gemelle Kessler Carla Fracci e Liz Taylor, sono per citarne alcuni, sono entrati a pieno titolo nell'Olimpo delle creazioni di haute couture. "Al di là della bellezza, vorrei che le donne fossero sempre dolci e curate". L'augurio di un maestro a tutte le donne non poteva che essere semplice, e dunque grande.


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