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Tendenze

Dalla carta ai rifiuti: storie di una moda 'eco' che nasce dal riciclo

Parte da Milano la mostra itinerante Fashion paper che, passando per Firenze e Torino, finirà il 30 giugno. Abiti, gioielli e oggetti di design sono rigorosamente di carta. Dalle Filippine la testimonianza di Reese, che si è ingegnata con l'immondizia.
Valentina Marsella - 28/04/2010
Titolo: Chiara Morelli, carta da lucido per corpino, carta StarDream l'abito, SoSilk Vanity Pearl per l'interno
Fonte: Fashion Paper
Quando dal riciclo di materiali, soprattutto di carta, e dai rifiuti, nasce un autentico business. Quando la moda diventa arte, design, e un nuovo stile di abbigliamento che guarda all'eco-sostenibilità. Due storie ci raccontano come è possibile aguzzare l'ingegno creando, a partire da materiali apparentemente inutilizzabili, autentici capolavori del fashion. La prima testimonianza di come ciò sia possibile arriva dal Made in Italy, con Fashion Paper. Una mostra itinerante che racconta come la carta possa essere protagonista nella creazione di abiti, gioielli, oggetti di design e sculture artistiche originali. 

Vestiti realizzati con tovagliolini di carta rossi, figurine adesive o filtri da thè. Ma anche collane da imballo color grigio o in cartone nero: sono i gioielli 'eco', reinventati in forme inusuali e inaspettate. La mostra, visitabile dal 29 aprile fino al 30 giugno, è curata da Bianca Cappello ed è itinerante. Toccherà tre città, come spiegano gli organizzatori. Prima tappa, Palazzo Isimbardi a Milano, fino all'11 maggio. Poi sarà la volta di Firenze, dove le creazioni di carta saranno esposte dal 21 maggio al 10 giugno. E infine, ultimo giro di giostra nello spazio espositivo dell'Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, dal 15 al 30 giugno. 

Una creazione di Reese FernandezFashion Paper, che dimostra come dal riciclo della carta possano nascere capi e accessori bizzarri e originali, è stata realizzata anche grazie al contributo di Comieco, consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosica, e vede la partecipazione degli studenti delle migliori Accademie italiane. Dalle milanesi Afol Moda e Belle Arti di Brera, a quella delle Belle Arti di Firenze, fino all'accademia Albertina di Torino. 

I visitatori potranno ammirare abiti rifiniti nei mini dettagli, come il vestito da sera creato con tovaglioli rossi di carta, o quello da cocktail realizzato con migliaia di figurine adesive. Per il giorno, invece, un vestito chemisier ideato utilizzando la carta da imballo di pacchetti stampati in azzurro, o la casacca confezionata con i leggeri filtri da thè. Per una serata molto speciale, infine, l'abito modello charleston composto di cartellini con pendaglio, o il Kimono giapponese realizzato assemblando tra loro migliaia di francobolli usati. 

Neanche a dirlo, si tratta di creazioni uniche e sorprendenti, soprattutto se si guarda alla sostenibilità di questi paper vestiti. Oltre agli abiti, anche i gioielli sono rigorosamente di carta. Pietra all'occhiello, la collana realizzata in imballo color grigio usando la tecnica quilling, ossia arrotolando striscette di carta che vanno a formare figure e decorazioni. Ma anche la collana in cartone nero, fatta di moduli pretagliati e incastrati che formano un'architettura solida e ampliabile a seconda dei gusti. Oltre al contenuto, fanno sapere gli organizzatori, "anche l'allestimento, fatto di strutture di carta riutilizzabili e adattabili ad ogni ambiente espositivo, è in linea con il concept della mostra: portare alla luce, sviluppando in modo inedito e accattivante, gli attuali temi di eco-sostenibilità, recupero di materiali a base cellulosica e compatibilità ambientale". 

Una lezione di ecosostenibilità arriva anche dalla seconda storia, protagonista una giovane filippina che ha saputo lanciare dal nulla, o meglio dai rifiuti, un business in cui moda ed ecologia di fondono armonicamente. Dalla spazzatura la ragazza è riuscita a creare opere assolutamente fashion. Reese Fernandez, questo il suo nome, ha avviato il proprio business a soli 24 anni, e grazie al suo spirito intraprendente pochi giorni fa ha guadagnato il prestigioso Premio Rolex per l'imprenditorialità giovanile. Un doppio successo, visto che la storia ha origine in un ambiente degradato come quello della periferia di Manila. 

L'idea sviluppata da Reese è quella di utilizzare i materiali di scarto che si accumulano ogni giorno nella discarica di Payatas: dal 2007 la giovane ha radunato attorno a sè un gruppo di donne che, fino ad allora, sopravvivevano ai margini della discarica. Reese ha dato loro un lavoro e ha iniziato ad utilizzare l'immondizia per creare articoli di moda. È nata così la Rags2Riches, un'idea di successo che ha letteralmente portato i rifiuti sulle passerelle dell'alta moda locale. La ragazza definisce se stessa una leader al servizio degli altri, attraverso l'impresa sociale cui ha dato vita. Ecco che allora, la moda, oltre al luccichio delle paillettes sotto i riflettori delle passerelle, al backstage e al lusso, può raccontare anche storie di vita semplice, fatte da persone con idee speciali. 


LINK
- Fashion Paper
- Rags2Riches

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